Metalitalia: si applaude e si ride di gusto fino all’ultima nota!

La redazione di Metalitalia era presente al concerto dei Give Us Barabba lo scorso 1 Maggio al Revolver Club in apertura dei Diablo Swing Orchestra. «Cinque uomini che insieme stanno alla musica come l’ornitorinco all’evoluzione darwiniana!»


[…] “Siamo quelli del rock stupidino“. Questa è la dichiarazione veritiera e allo stesso tempo fittizia con cui i Give Us Barabba si presentano al pubblico della serata.
Veneti nell’accento ma pan-afro-demoniaco-italostafariani nelle influenze, sono autori di un avvincente pastiche musicale dove metallo, prog e citazionismo pop si ricorrono sopra strutture ora funk, ora jazz, fusion e ska, trovando un’imprevedibile soluzione di continuità grazie a un notevolissimo bagaglio tecnico. Cinque uomini che insieme stanno alla musica come l’ornitorinco sta all’evoluzione darwiniana, suonando musica de-genere in quanto impossibile da incapsulare e degenere per natura cazzara intrinseca.

Composizioni fuorilegge che, durante quaranta minuti di performance tra accelerazioni e fughe, si alternano ad angoli dedicati alla cultura; trovano così spazio grandi verità come Drink Wine = Ass Flames, i dirompenti effetti fisiologici sul membro maschile del morso dello Spider Banana (Phoneutria Nigriventer), il gossip in salsa teutonica di The Troubled Story of Boris Becker’s Balls e ancora, come dimenticare la Top3 delle migliori cose provenienti dall’Ungheria ad introdurre l’hard rock di Lollipop Flavoured Horse Steak?

Con titoli del genere – tutti provenienti dal loro ultimo Lp Sadomasokissme – avrete intuito un forte umorismo grossolano che il gruppo non perde occasione di sfoggiare con tempi comici da cabarettisti navigati, contrappeso ideale al controllo necessario a non perdere le redini di un potpourri tonale tanto intricato e imprevedibile, ma al contempo trascinante e coinvolgente. Si applaude e si ride di gusto fino all’ultima nota, quando la band, brandizzata con t-shirt gialle e blu del mobilificio scandinavo più amato da chi non ha niente da fare nel weekend, si congeda dedicando agli headliner svedesi l’augurio capolavoro “cento di questi tavoli”.

Varrebbe la pena di giudicare alla moviola se alcune citazioni fossero frutto di un colpo di genio o meritassero un cartellino giallo – segnalazione doverosa per “Furia Cavallo del West” cantata nello stile di James ‘Yeah!’ Hetfield – ma concludiamo dicendo che i Give Us Barabba sono l’ennesima prova che nella musica, da Frank Zappa agli Elii passando per gli Skiantos, per saper fare bene i coglioni sia prima debito essere musicisti seri.

A cura di Chiara Franchi

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